BOUTROS ROMHEIN
BOUTROS ROMHEIN

Troy horse, marmo statuario, 50x25xh56 cm

BOUTROS ROMHEIN
BOUTROS ROMHEIN

Zanobia, marmo bianco Carrara, ottone, base in marmo di Palmira, 10x47x72 cm

BOUTROS ROMHEIN
BOUTROS ROMHEIN

Il Dialogo, marmo bianco di Carrara, 70x35x235 cm

BOUTROS ROMHEIN
BOUTROS ROMHEIN

Troy horse, marmo statuario, 50x25xh56 cm

BOUTROS ROMHEIN

Boutros Romhein nasce a Kraya, Siria, nel 1949.

Consegue la maturità classica nel 1960 a Damasco.

Appena sedicenne Boutros Romhein inizia a realizzare le proprie sculture in legno di olivo ed in pietra lavorando presso un atelier a Damasco in Siria.

A 18 anni apre il proprio studio d’arte nella stessa città, partecipando, già dal 1969, a mostre collettive e organizzando le sue personali esposizioni riscuotendo successo in tutto il paese.

Dal 1975 inizia il proprio peregrinare artistico nei vari paesi europei – Francia, Italia, Spagna, Svizzera – paesi in cui egli ha l’opportunità di esporre le sue opere. 

Dal 1983, Boutros fissa la propria dimora in Italia, a Carrara. Qui consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara nel 1987.

Nel 1991fonda lo studio di scultura «ARCO ARTE» a Carrara, Italia. Ivi risiedono il laboratorio, sale permanenti d’esposizione, e il piazzale di lavoro dove si effettuano corsi di tecnica della scultura rivolti ai più e meno esperti.

Dal testo critico di Ivy Mefalopulos:

...”Il piacere di profanare i limiti razionali della realtà è quasi sempre presente nel gioco dell’arte, ma diversa è la forma in cui questo piacere diventa forza di trasformazione della razionalità dominante. Ed esempio di tale diversità sono le opere dello scultore siriano Boutros Romhein, che sembrano incarnare, nonostante la loro sfida al realismo classico, quel concetto di rinnovamento che dagli anni “70 ha iniziato ad opporsi a quello ultramoderno dell’avanguardia esasperata. Un ritorno alla memoria, un ricorso al passato culturale, nel tentativo di ridare alla creazione artistica l’interiorità perduta.

Mano a mano che l’occhio scorre sulle sculture dell’artista, al fruitore delle immagini sembra di toccare diversi tasti di un pianoforte, tanto armonico è l’insieme delle opere. Le creazioni di Boutros sono godibili da tutte le parti, come un oggetto perversamente polimorfo in cui è impossibile trovare un’angolatura in cui si perda l’equilibrio della figura. Guardare e toccare una statua è simile ad un’esperienza musicale”…